Tra le chiese di Orosei, quella di San Sebastiano, situata in uno dei rioni più antichi del paese che, da detto Santo, prende il nome appunto di “Vichinatu de Santu Sostianu”, costituisce un esempio architettonico unico nel suo genere, per l’impianto a due navate (tra di loro separate da doppia campata di archi a tutto sesto poggianti su un unico pilastro centrale) e per il portico esterno a cinque archi, vivacizzati cromaticamente, come nel coronamento, dal rosso vivo dei mattoni.

L’osservazione diretta del monumento, sopratutto dall’esterno con parametro quasi del tutto privo di intonaco, rivela non poche sovrapposizioni, tutte ben leggibili, operate nel corso dei secoli.

Il primo documento ufficiale dove si parla della chiesa in questione, risale al 26 di Aprile del 1601 scritto da Don Alonso Lasso Cedeno, Arcivescovo della diocesi di Cagliari, citando alcune riparazione o sostituzioni di parti mancanti o danneggiate del tetto, quindi tale documento fa supporre che la chiesa sia stata edificata almeno alcuni decenni prima.

Informazioni ottenute dal cartello esposto all’entrata della chiesa dove vengono citate come fonti: AA.VV., Il centro storico di Orosei, Viterbo 2002, Michele Carta antologia storica sulla “Villa” di Orosei dal 1549 al 1969, Nuoro 2006.