Riproponiamo in breve uno studio fatto dalla Confesercenti Nuoro relativo allo sfruttamento dal punto di vista turistico del mondo della archeologia e in particolare dei nuraghi, andando a vedere cosa succede all’estero e quali sono le differenze fra il nostro modo di interpretare questo tipo di turismo e quello che ormai da decenni succede in altri stati con guadagni che fanno capire con chiarezza quanto la valorizzazione di tale settore sia redditizio, prendiamo l’esempio di Stonehenge : nel 2014 è stato visitato da circa 1.400.000 persone che hanno pagato circa 7 sterline a testa   per un guadagno finale di 9.800.000, se pur molto famoso parliamo del guadagno di un solo sito archeologico e a questo va aggiunto ovviamente tutto il movimento economico che comporta andare a visitare un sito fuori mano come Stonehenge, cioè mangiare, bere, dormire souvenir ecc. Passiamo a un’altra località dove del turismo archeologico hanno fatto un business vincente , la Piramide di Giza in Egitto, nel 2013 è stata visitata da 3.000.000 persone, il costo tradotto nella nostra valuta è di 26 Euro a testa  per un guadagno totale annuo di 78.000.000, e anche in questo caso parliamo di un solo sito, cioè di una sola piramide e anche qui ovviamente va aggiunto viaggio dal hotel al sito, mangiare, bere ecc. quindi parliamo di cifre importanti di un modo molto intelligente di destagionalizzare i flussi turistici e di creare nuovi posti di lavoro. Quindi il quesito da porre è che forse è giusto pensare a investire sulla nostra storia e su quella che è la nostra cultura perché forse è il modo più intelligente e meno dispendioso di fare turismo.

(SR)

 

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