La controversa storia de sa Pompia inizia a prendere forma. Una nuova e illuminante tesi sulla pianta è stata discussa dalla dottoressa Grazia Viglietti, supportata dalla assegnista di ricerca dr.ssa Emma Rapposelli, e dalla fondamentale attività della ricercatrice professoressa Grazia Maria Scarpa, presso il Dipartimento di Agraria, sezione di Agronomia, Coltivazioni Erbacee e Genetica di Sassari.

Una tesi che ha iniziato a mettere le basi sullo studio della specie, ma che abbisogna di successivi approfondimenti per arrivare alla precisa definizione della natura del prezioso frutto

Nella tesi ci si è posti il dubbio di risalire alle origini di una specie endemica della Sardegna, che non si ritrova nel resto del Mondo: la pompia, chiamata anche Citrus mostruosa. La pianta è un agrume di origine molto antica che riveste interesse per le sue peculiarità e per il suo utilizzo nella tradizionale industria dolciaria locale.

Il frutto non si consuma allo stato fresco: la polpa e il succo sarebbero troppo acidi, molto più del limone, per questo ha bisogno di una lunga lavorazione. Non abbiamo una fonte storica che riporti con certezza da quando si sia iniziato a trasformare il frutto per la produzione di dolci e liquori tipici, poiché la ricetta è stata tramandata oralmente nel corso dei secoli.

Inoltre, Il frutto essendo ricco di oli essenziali viene utilizzato nel campo della cosmesi e dell’erboristeria essendo un ottimo ricostituente e un rimedio naturale per tossi, mal di gola, raffreddori e inappetenze.

Non è semplice classificare una specie all’interno della famiglia degli agrumi: la loro tassonomia e filogenesi è molto complicata e controversa e questo a causa della forte compatibilità tra specie e generi, all’alta frequenza delle mutazioni delle gemme e alla lunga storia di coltivazione e diffusione. Molti sono stati, nel corso dei secoli, i casi di impollinazione incrociata che hanno dato vita a ibridi fertili con caratteristiche nuove ed esclusive. Le specie tradizionali costituiscono un gruppo botanico di ibridi derivanti tutti da 3 specie rappresentanti i veri e più antichi esemplari del genere  Citrus: cedro, pomelo e mandarino. Le altre specie paiono risalire come origine ad incroci o mutazioni delle tre originarie. Ad esempio, per arancio dolce e pompelmo è stato raggiunto tra i vari ricercatori pieno accordo sul fatto che essi siano ibridi originati dall’incrocio tra pomelo e mandarino. Le ipotesi sull’origine del limone sono invece contrastanti: in base alle caratteristiche morfologiche si è ritenuto fosse un ibrido di cedro e lime oppure un triibrido di cedro, pomelo e una specie appartenente al genere Microcitrus, alcuni invece sostengono che il limone possa essere un ibrido tra cedro e arancio amaro. Inizialmente la classificazione veniva fatta esclusivamente sulla base delle caratteristiche morfologiche, oggi l’uso di marcatori molecolari ha dato un notevole contributo alla creazione di alberi filogenetici che potessero chiarire gli intricati rapporti tassonomici tra le varie specie di agrumi, notevoli studi devono essere ancora fatti in questo senso per avere un quadro chiaro e univoco.

La coltivazione della Pompia (Citrus mostruosa, non classificata), viene  collocata da alcuni studiosi in diverse aree: Villacidro, San Sperate, Oliena, Milis e Siniscola. Le prime notizie certe della sua esistenza risalgono al Settecento all’interno di un saggio sulla biodiversità vegetale e animale della Sardegna, del  botanico sassarese Andrea Manca Dell’Arca, pubblicato nel 1780, e in una statistica redatta per ordine del Vicerè che registra alcune coltivazioni a  Milis, in provincia di Oristano. Del secolo precedente in alcune fonti iconografiche provenienti dalla corte medicea, si trovano raffigurazioni di varie tipologie di frutti a grandezza naturale, che individuano alcuni esemplari di Citrus mostruosa.

Tra le citazioni storiche viene riportata una descrizione della pompia attribuita a Teostrato di Ereso, che la descrive come  una Citrus spinosa (Citrus medica cetra). Palladio, inoltre, segnala la coltivazione del cedro in Sardegna e Dioscoride descrive la cottura di un frutto bislungo e rugoso nel vino o nel miele, affermando che è mangiabile solo se trasformato.

Da alcuni è stato ritenuto un ibrido tra cedro e pompelmo, da altri un cedro, o un ibrido tra cedro e limone. La specie, però, è diversa da entrambi per caratteri sia dell’albero che del frutto e potrebbe essere un ibrido naturale originatosi nell’ambito della popolazione agrumicola locale.

Le uniche piante che si potrebbero associare alla pompia sono alcune presenti nei quadri di Bartolomeo Bimbi (fine del XVII secolo) dove abbiamo un assortimento di tipi di cedro, o di frutti simili al cedro.

Oltre a questi cenni non si dispone di altri documenti storici, non è possibile dire con certezza né da quanto tempo esista questa pianta, né tanto meno come si sia originata in Sardegna e di conseguenza se è un agrume endemico della Sardegna o sia arrivato nel territorio sardo da qualche altro luogo.

Prendendo spunto dalle fonti storiche è probabile che la Pompia arrivi da Milis, visto che si testimonia la sua presenza in quel territorio nel 1760, e che poi da Milis si sia spostata verso il centro e la costa orientale. La sua origine antichissima e le poche conoscenze sia sulla posizione tassonomica che sulle caratteristiche bio-agronomiche, la rendono una specie particolarmente interessante da studiare e conoscere.

È conosciuta e apprezzata solo da un mercato di nicchia attualmente in espansione. Ad oggi come coltivazione viene valorizzata principalmente nelle zone che vanno da Posada, a Siniscola, a Torpè, fino ad Orosei anche se alcuni esemplari sono stati individuati a Limpiddu (Budoni), ed inoltre, è stata accolta nel 2004 da Slow food con il presidio denominato “Sa Pompia” e la motivazione è legata al sostegno della diffusione della cultura della Biodiversità.

Questo agrume non è stato ancora classificato dal punto di vista botanico anche se è riportata in alcuni studi la descrizione morfologia e la sua fenologia ma la denominazione Citrus mostruosa o Citrus x mostruosa non ha validazione scientifica. Obiettivo dello studio è stato la sua caratterizzazione genetica, al fine di apportare un contributo alla comprensione della sua origine e alla salvaguardia della biodiversità.

Il materiale di partenza (germogli vegetativi) è stato prelevato durante il periodo primaverile, da due agrumeti situati presso Siniscola, uno annesso all’Istituto Professionale per l’Agricoltura e l’Ambiente (I.P.A.A.), un impianto di circa un anno con piante ancora non in produzione, il secondo di proprietà di un privato, con piante adulte in piena produzione. Come ci si aspettava, la porzione del genoma, analizzato per questo lavoro, di tutti i campioni prelevati dai due siti di Siniscola risultano praticamente identici. Un campione di arancio amaro, utilizzato come confronto, si separa nettamente dagli altri. Tale risultato ci ha portato a confrontare le sequenze del DNA di tutti i campioni di pompia con quelle di alcune specie ed ibridi di agrumi appartenenti allo stesso genere  e a generi correlati (quali Fortunella e Poncirus trifoliata) presenti in banca dati; questo confronto ha permesso di evidenziare le relazioni che intercorrono tra i gruppi di sequenze all’interno del genere. I campioni di pompiasi collocano all’interno del gruppo della specie vera C. medica (cedro).

Dal lavoro è emerso che, seppur l’analisi utilizzata non sia così sensibile da distinguere tra diversi ibridi e varietà all’interno di ciascuna specie, la parte del genoma delle accessioni di pompia, presa in considerazione, risulta essere molto vicina al cedro. È verosimile ipotizzare una stretta parentela tra cedro e pompia e sbilanciarsi nell’ipotizzare tale specie come possibile antenato paterno, dal momento che è stato dimostrato in studi precedenti che questa specie fosse l’antenato paterno di diverse altre specie.

Ci auguriamo che le tre studiose possano andare avanti negli studi e darci le soluzioni che attendiamo da secoli di un prodotto “esclusivamente” sardo.

Giovanni Fancello 

Fonte La Nuova Sardegna