Per fare sa Frue si usa il latte di Pecora appena munto, alla temperatura della mungitura, o se già freddo, portandolo alla temperatura di circa 40-45 gradi.Collocatolo in un recipiente, si aggiunge, un pò di caglio naturale, ricavato dall’abomaso dei capretti o degli agnelli da latte, che non abbiano assolutamente cominciato a brucare l’erba. Lo si rimescola subito ben bene, in modo che il caglio si stemperi uniformemente nel latte e si lascia poi riposare in luogo tiepido fino a chè sia ben rassodato.

La si taglia allora in larghe fette, che si rapprenderanno ancor più, galleggiando in un liquido lattiginoso leggermente salato, che i nostri vecchi usavano bere la mattina a digiuno, ritenendolo un ottimo depurativo(teoria che non posso confermare al 100% non avendo visto di persona tale pratica). Sa frue si può mangiare da sola “al cucchiaio” o assieme al pane carasau che le fa contemporaneamente da piatto, ma a Orosei è parere comune che la morte sua sia accompagnata da “Tamates e Pane Iffustu” .419730_262509863835138_2018030649_n Casu-